Storia (fonte Wikipedia)
La villa divenne proprietà di Gian Battista Sommariva all'inizio del secolo XIX: si trattava di un abile politico, collezionista d'arte e amico personale di Napoleone. Con il Sommariva le raccolte d'arte si arricchirono con capolavori, soprattutto di scultura, tra cui opere di Canova e della sua scuola e di Thorvaldsen come Palamede, Amore e Psiche, Tersicore e il monumentale fregio con i Trionfi di Alessandro Magno. Nelle sale della villa giunse anche il manifesto dell'arte romantica italiana, dipinto da Hayez: l'Ultimo bacio di Romeo e Giulietta.
Le opere di arte esposte si trovano prevalentemente al piano inferiore, mentre quello superiore, dotato di una elegantissima galleria, mostra la villa prevalentemente dal punto di vista abitativo. È qui che abitava Carlotta, il personaggio che finì per dare il nome alla villa. Infatti, intorno al 1850 la costruzione divenne di proprietà dalla principessa Marianna di Orange-Nassau che la donò alla figlia Carlotta quando sposò Giorgio II, duca di Sachsen-Meiningen.
Fu merito di tale duca una cura particolare del giardino: infatti il duca, appassionato di botanica, si prodigò per lo sviluppo e l'arricchimento del giardino, che oggi è di grande pregio storico ed architettonico; nel parco sono presenti oltre 150 varietà di azalee, ma ci sono anche antiche camelie, cedri e sequoie secolari, platani ed essenze esotiche. La villa fu poi affidata ad un amministratore in quanto proprietà di un cittadino nemico, e passò in seguito ad un apposito ente che ne ha ulteriormente valorizzato il museo e i notevoli giardini.

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